Mantova tra cultura e management del turismo

Castello di San Giorgio a Mantova - Foto Paola Gemelli

Castello di San Giorgio a Mantova – Foto Paola Gemelli

Mantova, la città che ha contribuito alla mia formazione in management del turismo, è capitale italiana della cultura 2016. In questi giorni se ne parla molto e davvero mi auguro che per la mia città possa rappresentare un’occasione di crescita e progresso.

È sicuramente una città “di cultura”, molto più di altre che magari hanno visto un notevole progresso economico, ma si sono perse qualcosa per strada, devastando il paesaggio, dimenticando che forse di vero e proprio benessere senza cultura non si può parlare. E il turismo non manca anche se, certo, se ne vorrebbe di più. Senza voler vedere tutto bianco o nero e dividere buoni e cattivi, mi pare però che a Mantova manchi ancora qualcosa, un po’ di ottimismo forse, la capacità di innovare, guardare al futuro, aprirsi al nuovo.

Leggo che il conferimento del titolo è in linea con l’Azione UE “Capitale Europea della Cultura 2007-2019” e ha tra i suoi obiettivi:

  •     stimolare una cultura della progettazione integrata e della pianificazione strategica;
  •     sollecitare le città e i territori a considerare lo sviluppo culturale quale paradigma del proprio progresso economico e di una maggiore coesione sociale;
  •     valorizzare i beni culturali e paesaggistici;
  •     migliorare i servizi rivolti ai turisti;
  •     sviluppare le Industrie culturali e creative;
  •     favorire processi di rigenerazione e riqualificazione urbana.

Tutte cose di cui la città ha certamente bisogno, come ben sa (e già ci si lavora da un po’). Vedremo se centrerà gli obiettivi. Intanto mi pare che un poco di notorietà in più non le faccia male. Così, con un senso di orgoglio e gratitudine, ho pensato di dedicare il post di qualche settimana a qualche nota personale che riguarda proprio la città di Virgilio.

Mantua me genuit, fecit me Mantua manager del turismo

Come dite? Il titolo suona in un latino un po’ maccheronico? Virgilio non ne sarebbe tanto contento e la mia prof del Liceo tantomeno? 😉 Era per dirvi che a Mantova, nelle sue fertili campagne, sono nata. E a Mantova sono tornata, tre anni fa, per seguire un master universitario volto a formare manager nel campo del turismo. Più precisamente si è trattato di un Master in Management della valorizzazione del patrimonio territoriale e dell’accoglienza turistico-culturale che mi ha impegnata tra 2012 e 2013 nella sede mantovana del Politecnico di Milano, quando ancora Mantova concorreva per il titolo di capitale europea della cultura (e non era poca la riflessione collettiva sul tema). Un’esperienza che ha consolidato e messo in ordine molte nozioni acquisite sul campo, in quasi 10 anni di esperienza professionale, tutta in Emilia-Romagna. Mi ha dato anche qualche nuovo spunto, permettendomi inoltre di conoscere molti validi professionisti. I moduli formativi andavano da elementi di economia (con docenti che scendevano da Milano, dal Master in Economia del turismo diretto da Magda Antonioli alla Bocconi) al marketing territoriale, dalla pianificazione territoriale alla comunicazione, fino ai laboratori in tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Lo stage presso la Camera di Commercio di Mantova ha poi avuto i suoi esiti in una tesi finale, “Marketing urbano e valorizzazione turistica dei centri storici. Scenari di comunicazione integrata per la città di Mantova” di cui potete visionare le slides sul mio canale Slideshare. Come leggerete, insistevo molto sui concetti di relazione, accoglienza, servizio e per alcuni punti non mi distanziavo molto dagli obiettivi europei. All’importanza della relazione – sia per quanto riguarda la fase di progettazione e pianificazione che per quanto riguarda poi i servizi da offrire ai turisti – credo molto tuttora… chissà.

Visitare Mantova capitale della cultura

A questo punto, però, siccome credo che per lavorare bene nel campo del turismo e per poterne parlare, le cose vadano anche viste e sperimentate, io vi suggerisco di fare un po’ i turisti, di scoprire Mantova insomma. Ne ho scritto in passato, proprio nei mesi in cui ogni mattina era il suo meraviglioso skyline a darmi il buongiorno, a volte emergendo dalla nebbia come un sogno, altre splendente al sole e riflesso nei suoi laghi. Vi lascio quindi in compagnia di qualche consiglio di viaggio e, come sempre, vi ricordo che i commenti sono aperti e li leggo sempre volentieri!

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