Donne con la valigia (e lo smartphone)

Foto di monyfly, vincitrice challenge "Donne in viaggio 2.0"

Foto di monyfly, vincitrice challenge “Donne in viaggio 2.0”

Pare, guardando le statistiche, che le donne che viaggiano siano aumentate. In particolare, sono in aumento le donne che viaggiano da sole. Comunque sia – per business o per piacere, in gruppo, sole o con i figli – di cosa hanno bisogno? Di alcune attenzioni ben precise, ma anche di sentirsi sicure. La tecnologia piace e aiuta: mappe, reti che offrono appoggio, consigli, opportunità… A parte questo, non va dimenticata una regoletta base del marketing: il decisore dell’acquisto, che influenza i compagni di viaggio, è di solito il soggetto con più bisogni ed esigenze: quindi i bambini, poi le donne (che comunque tradizionalmente si occupano dei piccoli). E’ un dato di fatto, al di là poi delle opinioni ed esperienze personali o delle motivazioni per cui questo accade.

La settimana scorsa ho partecipato a Donne in viaggio 2.0, un “momento d’incontro tra diverse rappresentanze femminili per confrontarsi sul tema del viaggio”. Non uno dei seminari che frequento spesso, ma neanche due chiacchiere al bar, per quanto si respirasse un’atmosfera conviviale e informale, coronata da un ottimo buffet offerto da chi ci ospitava: il Modena District di Campogalliano, un hotel Best Western. E giusto per finire di dare a Cesare quel che è di Cesare, i ringraziamenti vanno a Modena Hospitality – Hotel e Residence che ha organizzato il tutto in collaborazione con le Girl Geek Dinners di Modena e InstagramersModena.

Ho passato una serata piacevole e raccolto qualche spunto per alcune mie riflessioni attorno al tema del turismo.

Tecnologia sì o no?

Può la tecnologia aiutare a viaggiare? Se sì, in che modo? Stefania Fregni, GGD di Modena, è andata alla scoperta del mondo del viaggio 2.0 con un occhio al femminile… ed ecco siti di incontri per viaggiatori che vogliano scambiarsi opinioni, passaggi in auto o anche posti letto (o sul divano come Couchsurfing!), social network ispirazionali come Pinterest e poi ancora tool e app per documentarsi, prenotare, ricordare, condividere e… fare la valigia! Ce n’è davvero per tutti i gusti e le esigenze. E, se qualcosa da un lato può far sorridere (SitorSquat, guida ai bagni pubblici del mondo), dall’altro lato viene da chiedersi perché non ci si sia pensato prima. La tecnologia permette molte cose un tempo impossibili e più  difficili, eppure insisto sul mio chiodo fisso: l’ascolto dei bisogni e delle esigenze è sempre possibile ed la base di ciò che poi davvero funziona. Sarà banale, ma lo si scorda spesso…

Dunque, sì, la tecnologia aiuta a viaggiare e più risponde ad un bisogno (pratico  o psicologico che sia), più ci piace e funziona. Qualcuno penserà che ha tolto un po’ il brivido dell’avventura, ma va detto che non tutti amano quel brivido dell’avventura e la scoperta, quella vera, credo la si possa fare comunque. Dipende da noi, da quanto controlliamo il mezzo e quanto ce ne facciamo controllare. Poi tranquilli che i posti dove il vostro smartphone non prende sono ancora tanti 😉

Qui la presentazione di Stefania: http://www.slideshare.net/ggdmodena/donne-in-viaggio-20

C’erano una volta i press tour…

Dopo Stefania è toccato a una delle ospiti vip 🙂 della serata: Fraintesa. Fraintesa è una travel blogger che negli anni ha fatto di due grandi passioni (la scrittura e il viaggio, senza saper dire quale sia nata prima) un vero e proprio mestiere. Fraintesa infatti vive di quello, raccontando esperienze di viaggi offerti da enti e soggetti interessati al pubblico di lettori che lei ha saputo costruirsi negli anni.

Una professione nuova? Fino ad un certo punto. C’erano una volta i press tour, ovvero viaggi ai quali veniva invitata la stampa, affinché raccontasse poi del luogo visitato e dell’esperienza che veniva proposta. Se una volta si invitavano i giornalisti, ora si invitano anche i blogger. Perché vengono letti, influenzano e vengono in genere oggi considerati dal pubblico più affidabili della stampa. E poi, diciamoci la verità, chi legge ancora la carta stampata? Chi guarda la tv? Scrivo “oggi”, intendo “da qualche anno”. Le strategie di comunicazione turistica si sono adattate alle tendenze del mercato: se il mercato si informa sui blog (e sulla filiera social collegata), allora è lì che ci si deve far trovare. Tra l’altro si resta consultabili molto più a lungo…

Ed ecco i blog tour. Certo, enti e privati si sono dati da fare per farsi trovare e promuoversi online anche attraverso strumenti loro, come siti web, account social, app e, qualcuno, anche blog (una formula che piace per diversi motivi, che ben si presta allo story-telling e a trasmettere emozioni in modo molto meno formale rispetto alla tradizione della carta stampata e in modo diretto), ma vuoi mettere quando è qualcun altro che parla bene di te e magari “in diretta”? E’ tutta un’altra storia.

Però attenzione, perché il giochino si fonda sulla percezione di credibilità, imparzialità, trasparenza che si ha dello strumento del blog, nato proprio come diario intimo personale e non ad altri scopi. Per il blogger che comincia a guadagnarci, che in qualche modo si vende, è un equilibrio delicato. Occorre non perdere credibilità. Restare sinceri, dire davvero la propria opinione e raccontare la propria esperienza. Anche perché un lettore che dovesse accorgersi che la sua fiducia è stata tradita, oggi ci mette poco a farlo sapere.

Fraintesa ha chiarito molto bene questo punto, rispondendo ad una delle domande che le è stata posta, raccontando anche qualche esempio. Che chiarisce non solo la sua credibilità, ma anche, per gli addetti ai lavori, che pagare un viaggio ad un blogger non basta: i contenuti e la qualità ci devono essere davvero… o sarà un boomerang che torna indietro!

Roba da donne

Interessanti poi gli interventi di Giulia Rondon e Lucia Crisanti della squadra LJ Volley da una parte e di Alessandra Niada Head of Marketing and Communication di Best Western Italia dall’altra. Parlando di segmenti del mercato, si sono fatte considerazioni sia sul segmento femminile (a cui la catena sta cercando di andare incontro con Love Promise for Woman, servizi e camere dedicate alla clientela femminile), sia sul segmento di chi viaggia per lavoro. Esigenze, priorità e desideri diversi, che hanno chiarito ancora una volta come non esista un mercato, ma tanti diversi mercati, sfaccettati e intrecciati. Sì, perché poi ad esempio le donne che viaggiano da sole per lavoro non hanno comunque tutte le stesse esigenze: c’è chi odia mangiare da sola, tanto da chiudersi in camera piuttosto che scendere nella sala ristorante, e chi invece lo apprezza. Districarsi non è facile e una delle regole auree del marketing (segmentare) non sempre è applicata, per cui un applauso a chi ci prova! 

E poi, una volta segmentato a favore della clientela femminile, dove vado a colpire il mio target? Beh, lo sapevate che su Instagram – il secondo social network al mondo dopo Facebook – l’utenza è prevalentemente femminile? E, tra l’altro, fa delle bellissime foto, come quella di monyfly (Monica), che ha vinto il challenge realizzato in occasione di “Donne in viaggio 2.0” e che mi è stato gentilmente concesso di usare come immagine nel post. 🙂

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