Turismo, web 2.0 e fonti “fuori controllo”

Screenshot profilo utente Tripadvisor (eh, sì, è proprio il mio)

Screenshot profilo recensore Tripadvisor (eh sì, è proprio il mio…)

Ormai lo sanno tutti: moltissimi turisti, prima di intraprendere un viaggio, si informano (e sognano) sul web. Tanto che il web si contende con il passaparola i primi posti tra le fonti di informazione che influenzano le scelte di viaggio. Anche perché il caro vecchio passaparola si è modernizzato pure lui e – già da un po’ – “viaggia” sul web.

Di conseguenza tutti ormai – privati e Pubbliche Amministrazioni – considerano irrinunciabile la loro presenza sul web: un sito, un blog e – o anche solo – almeno un social network (di solito Facebook, lì dove van tutti…).
Non entrerò nel merito, in questo post, di quanta confusione resista in questo ambito, tra scelte non ben ponderate, mancate comprensioni della filosofia di questo o quel mezzo e di come li si potrebbe meglio utilizzare…

Invece voglio parlare di una voce che – dall’elenco fatto poche righe sopra – manca ancora troppo spesso. Si tratta del monitoraggio delle fonti, diciamo così, ufficiose. Cioè di quelle fonti, non controllate direttamente dagli operatori turistici o dalle PA, che però sono molto frequentate dai viaggiatori. E questo proprio perché, non essendo spazi promozionali, trasmettono più fiducia al visitatore di oggi, forse esasperato da pubblicità ingannevoli, esperienze deludenti sull’onda di qualche depliant turistico, testi promozionali tanto roboanti e somiglianti tra loro, quanto poco veritieri.

Le fonti ufficiose

Mi riferisco quindi, per chiarire con qualche esempio, a:

• Wikipedia
• Tripadvisor
• Blog di viaggi
• Piattaforme varie di condivisione di esperienze di viaggio scritte dagli utenti, come Turisti per caso.

In fondo, non compaiono anche spesso in alto nella pagina dei risultati quando su Google cercate informazioni su una qualche località? La risposta è sì, molto spesso più in alto dei siti ufficiali. Mettendo da parte i motivi per cui accade (ma qualche idea ce l’ho e secondo me anche voi), vorrei provare a chiarire ancora un paio di punti prima di passare a qualche consiglio operativo.

Non sempre queste fonti ufficiose di cui il turista tende a fidarsi sono davvero valide. Polemiche a parte che hanno visto Tripadvisor sul banco degli imputati (mentre l’integrazione con Facebook e la possibilità di leggere le recensioni degli amici va, ancora una volta, verso consigli credibili che escono dallo spauracchio dello “sconosciuto” e ingannevole), provate a verificare su Wikipedia i testi che riguardano un argomento che conoscete bene e poi ditemi se tutto vi torna.

Purtroppo capita che non sia così. Tanto che APT Emilia-Romagna qualche anno fa lanciò il progetto Adotta una parola, chiedendo a chi abita in Emilia-Romagna di scegliere e prendersi cura di una voce di Wikipedia, scegliendo tra emergenze rappresentative e caratteristiche della regione.

Tra parentesi, APT Emilia-Romagna ha usato a suo vantaggio le fonti ufficiose anche con un altro progetto: Blog-ville. In sintesi: è stata messa a disposizione di travel-blogger internazionali una casa a Bologna, perché potessero esplorare il territorio regionale e scriverne. Il risultato lo trovate qui: www.blog-ville.com.

Secondo e ultimo punto da chiarire: nelle fonti ufficiose spesso ci siete anche se non lo sapete. Ricordo ancora, ad un corso di formazione, un operatore turistico che dichiarò di non essere presente sul web. Invece c’era, perché recensito da altri. E c’era senza saperlo…

Il monitoraggio delle fonti ufficiose

Qualcosa ho già anticipato o avrete intuito, ma ecco un piccolo elenco di validi motivi e modi per monitorare le fonti ufficiose e/o, in qualche modo, intervenire.

  • Monitorando le fonti ufficiose ho una percezione più chiara e completa dell’immagine della mia destinazione turistica.
  • Leggendo recensioni e racconti di viaggio, ho la possibilità di ascoltare e analizzare il mercato e di rendermi conto non solo di come gli altri mi percepiscono, ma anche più precisamente dei miei punti di forza e debolezza, di dove potrei intervenire per migliorare (invece di ascoltare solo me stesso o chi pago per parlare bene di me)…
  • Intervenendo come contributore, gestore o commentatore (secondo le modalità offerte da ogni piattaforma e parlo di modalità rispettose dell’opinione altrui, perfettamente regolari e alla luce del sole), posso completare le informazioni mancanti e rispondere alle critiche (e perché no, anche ai complimenti, che l’attenzione e un grazie fanno sempre piacere), valorizzando e difendendo la mia immagine… e magari trasformare un problema in un’opportunità!

Che ne dite? Se vi viene in mente altro, i commenti sono aperti.

Per parte mia, concludendo, ribadisco che credo che mettersi nei panni dell’altro e interagire sia sempre utile e che le fonti ufficiose siano in questo senso una grande opportunità, sulla quale lavorare di più.

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