Dal museo di Mantova a Castel D’Ario: on the road inseguendo Tazio Nuvolari

Museo Tazio Nuvolari a Mantova

Museo Tazio Nuvolari a Mantova

E’ aperto e visitabile ogni sabato e domenica con orario continuato dalle 10 alle 18 a Mantova il nuovo museo Tazio Nuvolari.

Allestito all’interno dell’ex chiesa del Carmelino in via Giulio Romano (angolo via Nazario Sauro),  rappresenta l’eredità che il Mantovano Volante, definito da Enzo Ferrari “il più grande pilota di tutti i tempi”, ha voluto lasciare agli appassionati di tutto il mondo…

Per tante ragioni, che vanno dal fatto che sono nata a pochi kilometri da Mantova, alla mia attuale professione nel turismo di nicchia motoristico, ho scritto un articolo dedicato al museo Tazio Nuvolari, che qui riporto (era originariamente pubblicato sul blog Qui Mantova, nato nell’ambito del master in Management della valorizzazione del patrimonio territoriale e dell’accoglienza turistico-culturale promosso dal Politecnico di Milano). Pronti? Partiamo!

L’Alfa rossa posta all’ingresso del museo è solo l’inizio di un appassionato viaggio nel tempo, che passo dopo passo –  attraverso fotografie, trofei, coppe e medaglie, lettere e documenti, effetti personali come stivali, caschi, occhiali e tute, fino ai preziosi filmati d’epoca – accompagna il visitatore di emozione in emozione. È vero sia per chi, da spettatore, ne conserva il ricordo sia per chi, come me, ha conosciuto “Nivola” solo attraverso i racconti di nonni e genitori. Le memorie dell’illustre mantovano sono qui conservate grazie all’Automobile Club di Mantova, erede testamentario della memoria di Nuvolari, a cui il comune di Mantova ha affidato l’edificio storico rinascimentale che è oggi sede del Museo. Fondamentale il contributo dell’associazione “Amici del Museo Tazio Nuvolari Onlus”, composta da  privati e aziende mantovane che hanno finanziato la ristrutturazione. Grazie al loro impegno il Museo Tazio Nuvolari è divenuto realtà. Dalle gare motociclistiche all’Alfa Romeo con la scuderia Ferrari, di vittoria in vittoria, tutta la carriera agonistica del grande pilota è ripercorsa e raccontata con cura.

All’uomo più veloce, l’animale più lento

L’allestimento, di tipo tradizionale, presenta una collezione ricca e importante: non mancano nemmeno l’inseparabile maglia gialla, i volanti e la celebre tartaruga d’oro donatagli da Gabriele D’Annunzio: «All’uomo più veloce, l’animale più lento». Ed è la lentezza che mi sento di consigliare a chi volesse  davvero rendere omaggio ad uno dei miti più amati del secolo scorso. Con un po’ di fortuna, infatti, visitando con calma a Mantova il Museo Tazio Nuvolari, potrà capitare di incontrare qualche signore più anziano pronto a raccontarvi di quando, da bambino, andava a vedere “quando corre Nuvolari”. Maglia gialla, pantaloni azzurri, faceva sognare grandi e piccini. Gli aneddoti, tra leggenda e verità, sull’inventore della sbandata controllata, sono infiniti. Due per tutti: quella volta che sorpassò il rivale a fari spenti e quella che guidò senza volante…

Castel d’Ario, paese natale di Tazio Nuvolari

Ma se di Nuvolari volete sapere proprio tutto, fate come me e allungatevi, una ventina di km fuori Mantova, a Castel d’Ario, paese natale di Tazio. Nacque proprio qui, il 16 novembre 1892, nella campagna irrigua coltivata a risaia che ancora caratterizza queste zone.  Oltre alla casa natale (lungo la strada provinciale 10 che attraversa il centro) e a quella immersa nella campagna, ovvero la villa di Corte  Ronchesana (strada Ronchesana, 15) dove Tazio si trasferì ancora bambino, a Castel d’Ario due monumenti in bronzo rendono omaggio all’illustre cittadino che nel paese ha frequentato le scuole elementari, è vissuto per più di vent’anni ed ha trovato moglie. Un monumento, posto in Piazza Nuvolari, lo ritrae a fianco di una Bugatti, l’altro, un busto eseguito dallo scultore Giuseppe Menozzi, è visibile all’incrocio tra via Gramsci e via Matteotti, a poche centinaia di metri dalla casa natale.

Riso alla Pilota

Volendo, a Castel d’Ario e nei dintorni, si potrà assaggiare il piatto tipico locale, ovvero il riso “alla pilota”, il cui nome però nulla ha a che vedere con Nuvolari! “Alla pilota”, da “pilattore”, colui che era addetto alla pilatura del riso, infatti, indica semplicemente il procedimento di cottura che rende il riso cucinato in queste zone sgranato e particolarmente gustoso. Da assaggiare con il “pistume” (impasto di carne di maiale) o “psin e saltarei” (il mio preferito, con pesciolino di risaia e gamberetti d’acqua dolce).

Prima di rientrare a Mantova, lungo la Strada del Riso e dei Risotti Mantovani, si potranno toccare Villimpenta, Ostiglia, Governolo, Roncoferraro… comuni, ciascuno a suo modo interessante, sparsi nella bella e fertile campagna tra la sponda sinistra del fiume Mincio e i confini delle province di Verona e Rovigo.

In ricordo di Tazio

Rientrati a Mantova si approderà “dall’altra parte della storia”, ovvero al cimitero monumentale della frazione di Borgo Angeli dove si trova la tomba di Tazio: «Correrai ancor più veloce per le vie del cielo».

E se già state programmando il vostro viaggio a Mantova, sappiate che sono diversi gli eventi che nel corso dell’anno ricordano l’amato pilota. Tra tutti vi segnalo il Gran Premio Nuvolari, di solito in programma nella seconda metà di settembre. È una manifestazione internazionale di regolarità riservata alle auto storiche, sempre molto partecipata, che da tradizione parte ed arriva da piazza Sordello, cuore storico della Mantova rinascimentale, e corre sulle strade del nord e centro Italia attraversando gli affascinanti centri storici del Paese… per caso qualcuno ha bisogno di un passeggero?
Sito ufficiale Museo Tazio Nuvolari: www.tazionuvolari.it

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